
LE GUIDE DI METAPOLI(S)
DiarioTeatro della Città
So che vi apparirà strana questa affermazione, ma io, nel mio piccolo percorso di conoscenza dell’arte teatrale, ho sempre pensato, sinceramente, che il teatro fosse un rapporto: fra l’altro, lo sconosciuto, portatore però comunque di un segreto, un’emozione (ovvero l’attore); e un corpo non organico, diversificato, fatto di immaginari, sogni, umori (che chiamiamo “pubblico”). Questo rapporto lo ritrovo ogni giorno al bar, in piazza o nei luoghi di lavoro, di gioco. Una “teatralità” che esiste gratuitamente, senza che nessuno la organizzi o come si direbbe nella nostra professione “senza una regia”.









