Teatro Delle Forme

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 Juve Napoli 1-3

 La presa di Torino

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Dal testo di Maurizio De Giovanni
Drammaturgia, Ideazione e Regia Antonio Damasco
Con Alberto e Antonio Damasco
Aiuto Regia Valentina Padovan
Montaggio Video Raffaele Posa
Responsabile tecnico Bruno Miguel Ferreira da Veiga
 
Un racconto, per immagini intime e collettive, di quando una partita di calcio poteva rappresentare la rivincita di una intera classe sociale.
 

Un luogo dove era consentito a due uomini, uno piccolo ed uno grande, incapaci di dirsi “ti voglio bene”, di abbracciarsi e ridere insieme.

 
Lo stadio è teatro di uno spazio altro, dove i ruoli, le convenzioni e le maschere del quotidiano possono essere gettate, per lasciare posto a quegli incontri che nella vita reale difficilmente si realizzerebbero.
 
Juve Napoli è un viaggio vero e metaforico, la storia di un’Italia, non troppo passata, fatta di migrazioni, di lingue nascoste, mansarde affollate e nuove identità.
 
Il 9 Novembre del 1986, il Napoli "saliva" a Torino ed affrontava per l’ennesima volta i ricchi, gli imbattuti, i bellissimi Tacconi, Manfredonia, Cabrini, Serena e Laudrup, schierando in campo Garella, De Napoli, Bagni, Bruscolotti, Sola e LUI…ed almeno per una volta, come in una favola al contrario, non vinsero quelli alti, con gli occhi azzurri ed i capelli biondi.

 

Partendo dal vivacissimo testo omonimo di Maurizio De Giovanni, scrittore napoletano, Antonio dedica un riscatto comico-poetico ad un padre emigrato da Napoli alla FIAT, per rispondere con una risata, a distanza di 40 anni, a quei cartelli che riportavano la scritta “non si affitta ai meridionali” che offesero i suoi occhi.

 

“Mi parli poco dei tuoi 20 anni,
di quando vivevi già a Torino in Via della Rocca,
lontano quasi 1000 km dalla tua famiglia.
Ho visto anche la foto in bianco e nero di allora,
quella dove il colore ce lo metteva dopo il fotografo,
mi piaceva immaginare un Dean Martin napoletano che camminava sotto i portici della sua nuova Città.
Adesso anche la tua lingua è cambiata,
parli un napoletano piemontesizzato,
che comincia con “uè” e finisce con “né”.
Allora è vero che chi va via dalla sua terra non appartiene a nulla più,
troppo torinese per i napoletani, e “napuli” per i piemontesi”.
 
 

Il Maestro Roberto De Simone ci racconta il culto di Diego Armando Maradona...

Immagini registrate durante il FESTIVAL DELLE PROVINCE 2010. Festival Itinerante di Cultura Popolare. Campus della Cultura Popolare nel Fortore - Lunedì 16 Agosto 2010, Roseto Val Fortore (FG) 
Per l'utilizzo delle immagini si ringrazia la Rete Italiana di Cultura Popolare


 

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