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Solo andatal'ultimo viaggio del Capitano |
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Il lavoro origina da una rilettura che Antonio Damasco fa di alcune opere di Erri De Luca, “Solo andata”, “Opera sull’acqua” e “L’ultimo viaggio di Simbad”, legata all’idea di parola come musicalità della lingua del corpo e continua la ricerca sulla drammaturgia contemporanea intrapresa dal Teatro delle Forme con “Ballata di un amore italiano in cinque silenzi” e “Come si diventa nazisti”.
Si crea uno spettacolo intenso ed evocativo in cui la scrittura poetica si fa immagine e suono, il suono del napoletano impastato a saliva e sale di chi conosce il lavoro delle mani, il vento sulla pelle bruciata e la mancanza, la nostalgia di sentire l’appartenenza ad un luogo, di sentirsi a casa come si sta nell’amore e nel corpo accogliente di una donna.
L’Orchestra di Porta Palazzo in scena con le sue musiche e i suoi “altri” dall’Iran, dal Congo, dal Senegal, è la voce di questo viaggio, l’ultimo viaggio del Capitano.











