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Residenza Multidisciplinare Teatro della Comunità

 Teatro delle Forme

 presentano

 

Racconto Segreto…Veglie d’Autunno 2014

 

 PIOBESI TORINESE - PANCALIERI

 

 

Questa rassegna nasce con l’obiettivo di riproporre il tema del rapporto con le comunità del territorio.

Si sviluppa attraverso un programma di progetti teatrali, musicali e piccoli riti performativi, ambientati in pochi luoghi scelti, non tradizionalmente turistici, così da andare a riscoprire tutti quegli angoli di territorio che hanno aderito al sistema culturale della Residenza Multidisciplinare “Teatro della Comunità”.

Non presentiamo teatro di repertorio, il Racconto Segreto ospita drammaturgia contemporanea di alcune delle migliori Compagnie teatrali provenienti da tutta Italia: Lazio,  Toscana, Piemonte, Calabria, Campania.

Gli artisti hanno accettato di trasformare il loro spettacoli in incontri con gli spettatori: assisterete a vere e proprie Veglie, che portano con sé vicinanza, condivisione, convivialità, dall’inizio del racconto fino alla fine.

 

LA RESIDENZA MULTIDISCIPLINARE TEATRO DELLA COMUNITA'

Il lavoro di stanzialità sviluppato dal Teatro delle Forme - Residenza Multidisciplinare Teatro della Comunità – con i Comuni coinvolti ha trasformato l’idea di “teatralità” modificando il lavoro da “proposta di spettacolo” a “lavoro culturale” con la comunità, per andare incontro alle esigenze di formazione, approfondimento e socializzazione che il territorio stesso esprime attraverso scuole e centri di aggregazione. La Residenza sviluppa quindi, attorno al calendario della rassegna, un ampio ventaglio di attività che vanno dai laboratori nelle scuole agli appuntamenti per la terza età, ai corsi di dizione e uso della voce per insegnanti. Gli spettacoli teatrali della rassegna diventano quindi i momenti di ritrovo di una comunità che ha condiviso anche un percorso parallelo, un lavoro su se stessa e i suoi membri e che si apre anche all'esterno, verso altri territori e altre comunità e tradizioni. E allora che queste serate siano davvero Veglie, per raccontare storie e condividerle!

Antonio Damasco

 

 

PIOBESI TORINESE

Domenica 28 Settembre – ore 15.30
 
foto OttoniTetti Cavalloni, P.zza Cappella SS. Trinità
All’interno della Sagra del Pane 2014
Le note del Quintetto Canavesano
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
* Venerdì 21 Novembre – Ore 21.00
 
foto antigoneBiblioteca Civica - Piazza Vittorio Veneto – Castello
SpazioTeatro (Reggio Calabria)  presenta “Memorie di Antigone”
di e con Gaetano Tramontana
 
Il dramma della giovane Antigone ripreso nella sua estrema intimità: è la rielaborazione di Gaetano Tramontana alla tragedia sofoclea che si pone come una rilettura contemporanea del mito. Un monologo intenso in cui Antigone si racconta, proiettando attraverso il suo sguardo i tristi eventi che hanno distrutto la sua famiglia, lo sguardo di una fanciulla innamorata della vita e nata “per condividere non l’odio ma l’amore”.
 
E a questo amore per il mondo la giovane è costretta a rinunciare per via di una scelta che va a trasgredire le leggi sovrane; l’insanabile contrasto tra legge naturale e legge positiva, tanto caro al teatro greco, è reso nello spettacolo di SpazioTeatro dalle intime confessioni della protagonista, interpretata da Gaetano Tramontana. E’ un attore dunque a calarsi nella drammaticità del mito, è un uomo a recitare le angosce della giovane donna.
 
Ad accompagnare pensieri e confidenze di Antigone sono proiezioni video che scandiscono frangenti di memoria.
 
Antigone è una fanciulla dalla straordinaria forza d’animo, è una giovane donna che riesce ad amare Edipo, nonostante la sua peccaminosità, e che, una volta persi i due amati fratelli, non abbandona le sue promesse; pur di offrire una degna sepoltura al fratello Polinice, va incontro al divieto di Creonte, zio di Antigone nonché padre del suo innamorato. E in questa lotta struggente a vincere sarà la brutalità del potere, mentre per Antigone non resta che un toccante rimpianto per ciò che è costretta a lasciare, colpevole di aver difeso i suoi valori.
 
 
 
* Venerdì 19 Dicembre – Ore 21.00
 
foto abbateBiblioteca Civica - Piazza Vittorio Veneto – Castello
Teatro Null (Viterbo) presenta "Atleti del deserto"
di e con Gianni Abbate
 
Il racconto, un flusso di parole tra ricordi (anche autobiografici) e visioni che diventano lentamente concrete e reali, è ambientato in un ipotetico futuro dove ritroviamo un mondo come sospeso in un eterno presente, tra paure planetarie e consumo sfrenato. Un mondo omogeneizzato, livellato, privato del suo significato e dove il pensiero è stato chirurgicamente asportato.
Ci ricorda qualcosa?
In questa caricatura di mondo dove tutto è stato programmato senza possibilità d'uscita o d'interferenza, difficile anche per il più esperto degli "hacker", il nostro protagonista è come se improvvisamente si risvegliasse, anzi, come se per la prima volta aprisse gli occhi.
Pensa si tratti di un brutto sogno, ma gli basta un attimo per comprendere che questa visione è la realtà, la triste realtà.
D'impulso scappa! Non sa dove, non sa nemmeno se esiste un altrove, ma scappa, ed è in questo andare via che ritrova se stesso, un contatto profondo con la natura e la memoria di un passato lontano, ma non del tutto cancellato, che riaffiora attraverso la propria lingua, quella "originaria", il napoletano, in tutta la sua forza deflagrante.
Il monologo, come una partitura musicale, è supportato da una colonna sonora, curata dallo stesso Abbate, che ne sottolinea i vari passaggi.
 
 
 
 
* Venerdì 23 Gennaio – Ore 21.00
 
Foto teatro fa maleBiblioteca Civica - Piazza Vittorio Veneto – Castello
Teatro delle Forme (Piemonte) presenta “Il Teatro fa male”
Di Antonio Damasco
Con Antonio Damasco e Valentina Padovan
 
Il teatro esiste da oltre duemila anni. Questo significa, evidentemente, che esso deve aver svolto una funzione nella società, deve aver risposto, cioè, ad una reale esigenza degli uomini, ad una necessità del loro vivere concreto. Tutto ciò che sopravvive continua a soddisfare un bisogno vitale dell'uomo in quanto essere sociale. Qual è, allora, la funzione del teatro? Identificarla vuol dire comprendere anche la sua natura, capire meglio i motivi della sua reale o presunta decadenza attuale.
 
Quando nella Poetica, Aristotele scrive che il fine della tragedia (cioè del teatro) è la catarsi, egli afferma soprattutto questo, che la tragedia ha un fine pratico, la purificazione del corpo sociale, ossia la conoscenza e quindi la difesa dai mali che lo turbano, attraverso la loro rappresentazione in pubblico.
 
 
 
* Ingresso unico simbolico: 1 € a testa
 
 

PANCALIERI

 Giovedì 18 Dicembre – ore 14.00
 
foto Hansel e GretelPlesso Scolastico - P.za Vittorio Emanuele II 5/a
INGRESSO RISERVATO ALLE SCUOLE
Teatro Invito (Lecco) presenta Hansel & Gretel
Di Valerio Maffioletti e Luca  Radaelli
con Valerio Maffioletti
regia Luca Radaelli
 
Questo spettacolo rivolge ai piccoli spettatori la ricerca drammaturgica che il Teatro Invito sta svolgendo sui “classici”.In questo caso la fiaba, che viene raccontata da Valerio Maffioletti, attore storico del Teatro Ragazzi, nei panni di un cantastorie che evoca e accudisce i due protagonisti con atteggiamento paterno.Quello di Hansel e Gretel, secondo le interpretazioni di Bettelheim, è un percorso di crescita, un rito di iniziazione inevitabile. Perciò, il padre-narratore mette alla prova i due bambini inserendoli nella trama del racconto. Il bosco, la casa di pane, il fiume verranno felicemente superati, anche grazie ai suoi suggerimenti.Il filo conduttore è la fame che dal narratore (che non mangia da tre giorni) si trasferisce sui personaggi.L’attore evoca i luoghi della fiaba attraverso la parola, il canto, l’uso di oggetti quotidiani e di strumenti musicali. La chitarra, le percussioni, la kalimba e il flauto creano una foresta di suoni, trasformano evocativamente lo spazio scenico, si abbinano a giochi luminosi di raffinata semplicità. La scenografia è segnata da fascine di sambuco la cui disposizione crea i diversi ambienti del racconto.I piccoli spettatori vengono portati nel cuore magico della fiaba, presi per mano con delicatezza e ironia per affrontare anche l’esperienza più paurosa: la strega, la paura di essere abbandonati e divorati.Ma come in tutte le fiabe, il superamento della paura porterà al lieto fine.Una canzone festeggerà lo scampato pericolo. Col tesoro della strega Hansel e Gretel non avranno mai più fame e il cantastorie finalmente avrà qualcosa da mettere sotto i denti.