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COMIZI D’AMORE

Teatro Inchiesta

Liberamente ispirato a “Comizi d’Amore” di Pier Paolo Pasolini

 

VENERDI’ 27 MARZO 2015

Teatro Carignano - Piazza Carignano 6, Torino - Ore 21.00

All’interno di Biennale Democrazia

 pier paolo pasolini 014

 

Regia di Antonio Damasco

Con Antonio Damasco e Valentina Padovan

 

Con la partecipazione di Adele Cambria
Tullio De Mauro

 

A 50 anni dal documentario di Pier Paolo Pasolini, torna l’ inchiesta su ciò che scandalizza l’Italia: un ritratto sociale raccontato in forma teatrale

 

Il Teatro delle Forme dal 2012 è in viaggio per l’Italia, sulle orme del lavoro che condusse nel 1965 alla pubblicazione del film-documentario di Pier Paolo Pasolini. Quest’ultimo offrì al pubblico il risultato di un'inchiesta, a detta di Moravia, necessaria: per la prima volta in Italia si affrontò, attraverso la messa in scena, la questione sessuale, la quale era tabù non soltanto per lo schermo, ma perfino nei salotti o nelle conversazioni abituali.

Nel 2015 ne festeggiamo l’anniversario.

Siamo partiti da una alcune domande: oggi, nell'era delle grandi piazze virtuali, cosa domanderebbe Pier Paolo Pasolini agli Italiani?

Quali sono quelle domande che possono risultare scandalose, imbarazzanti, difficili da fare pubblicamente? 
Che impatto sociale possono avere alcune risposte se apertamente condivise?

Cinquanta anni dopo, insieme a Tullio De Mauro, abbiamo quindi ripreso quello stesso microfono per tentare di capire e di raccontare il costume e le contraddizioni di un paese eternamente in bilico tra passato e futuro.

Per l’occasione ne discuteremo direttamente con Tullio De Mauro, esimio linguista che si è occupato con noi di individuare le domande della nuova inchiesta e alla presenza di Adele Cambria, giornalista, scrittrice e attrice italiana, protagonista del documentario pasoliniano.

 

Ieri e oggi

Nel 1963 Pier Paolo Pasolini e il produttore Alfredo Bini devono girare l'Italia per trovare location e volti per il nuovo film del regista friulano: il Vangelo secondo Matteo. Pasolini da un po' di tempo ha un chiodo fisso: conoscere le opinioni degli italiani sulla sessualità, l'amore e il buon costume e vedere come sia cambiata negli ultimi anni la morale del suo paese.

Nel 1965 viene pubblicato il risultato della grande ricerca compiuta: un film-inchiesta che percorre tutta la penisola, dalle grandi città alle campagne, un film-documentario sullo stato dell’arte della morale italiana; non una presa di posizione, un fatto.

Passanti, contadini, operai, bambini, calciatori riconosciuti, prostitute, studenti, commercianti, vengono invitati a porsi la questione. Dalle risposte degli intervistati, uscì un'immagine complessiva e sintomatica del nostro Paese.

"Ciò che più colpisce è la presenza sullo schermo di Pasolini medesimo: il film è il suo più spassionato autoritratto. La sua testardaggine pedagogica, la sua mitezza che era violenza e la sua violenza che era mitezza - quell'insistere nelle domande, quel modularle a pennello, a una madre, a una recluta, a un ragazzotto siciliano, a due frequentatrici di balere; quindi il timbro insolito della sua voce, schermata dietro un rigore razionalista che pare non appartenergli: il film aderiva perfettamente, e fuori di ogni previsione, alla sua persona fisica, al modo in cui erano inforcati gli occhiali o la giacca gli ricadeva sulle spalle". Enzo Siciliano, Vita di Pasolini

La performance alterna momenti teatrali, proiezioni di brevi video del film documentario "Comizi d’amore" con l'interazione diretta con il pubblico presente in sala. Il Teatro è stato ed è lo strumento per entrare in contatto in poco tempo con i luoghi e le persone che quei luoghi li abitano.

Cinquant’anni dopo, le domande del Poeta fanno ancora discutere e domande nuove si affacciano con altrettanto impeto e necessità.

PASOLINI: Sono reduce da un mondo di scandalizzati. Tu, Moravia, ti scandalizzi o no?
MORAVIA: No, mai, assolutamente mai, l'unica... Insomma, potrei dire che mi scandalizza la stupidità, ma poi non è vero neanche. Io penso che bisogna sempre cercare di capire, che c'è sempre possibilità concreta di capire le cose, e le cose che si capiscono non scandalizzano. Tutt'al più vanno, vanno riferite ad un giudizio, e il giudizio è legittimo, non lo scandalo.

 

Info e Prenotazioni:

INGRESSO A PRENOTAZIONE – Euro 5,00

Da lunedì 9 marzo è possibile prenotare il posto in sala per tutti gli appuntamenti nelle sedi principali di Biennale Democrazia: Teatro Regio, Piccolo Regio Puccini, Teatro Carignano, Teatro Gobetti, Aula Magna Cavallerizza Reale, Circolo dei Lettori – Sala Grande, Accademia delle Scienze – Sala dei Mappamondi, Sala Congressi Intesa Sanpaolo.

Biglietteria online: www.vivaticket.it
Biglietteria: via San Francesco da Paola 6, Torino – tel. 011 4424777 – email: bdtickets@comune.torino.it. Dal lunedì al sabato dalle 11 alle 18.

Per qualsiasi informazione www.biennaledemocrazia.it