Mito

 

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MITO

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Ideazione e Regia: Antonio Damasco
Musiche: Ghetonia
Con: Antonio Damasco, Silvia Edera, Roberto Licci, Emanuele Licci, Salvatore Cotardo
Danze: Giulia Campagna

…Dall'oriente, fiammeggiando, cominciò questa guerra che oggi ha scelto tutto il mondo come teatro.
E' infatti, come un altro, questo giuoco infinito. E il re cortese, il sinistro alfiere la regina irriducibile, la rigida torre, l'accorto pedone sopra questo spazio bianco e nero si cercano e si scelgono in una muta accanita battaglia.
Non sanno che la mano precisa di un giocatore governa quel destino non sanno che una legge ineluttabile
decide il loro prigioniero capriccio. Ma anche il giocatore È prigioniero di un'altra scacchiera di notti nere e di accecanti giorni. Dio muove il giocatore che muove il pezzo Ma quale dio, dietro Dio, questa trama ordisce
di polvere e di tempo, di sogno e di agonia? …Amore! Non vi è alcun dubbio, non vi è altro dio, vi assicuro…

MITO parte dalla domanda: che cosa muove la terra e gli uomini? La risposta è l’Amore/Eros, vero demiurgo del destino. Ma si tratta sempre di un Amore impossibile, che “(..) scocca sempre due frecce uguali e contrarie:così che mentre una freccia libera, l’altra condanna, imprigiona (….) maligno sin dall’origine”. Ed i Miti greci, di questo Amore/fato impossibile, ci hanno lasciato storie seducenti, fonte di ispirazione di capolavori tragici come l’”Amleto” e “Romeo e Giulietta”. Partendo dalla storia del mondo e dei suoi miti, Gaia, Urano, Efesto, MITO ripercorre  le storie greche del (mancato) amore tra Eco e Narciso e tra Piramo e Tisbe e, nel finale, quella tra Endimione e Selene, culmine del destino/amore impossibile:  Selene si innamora del bellissimo Endimione e pur di poterlo andare a trovare ogni notte, gli procura un sonno eterno.Ma questo sonno, sebbene non precluda la procreazione (dalla loro relazione nascono cinquanta figlie), impedisce  invece all’Amore di manifestarsi pienamente