Casadeiteatri

La Casa dei Teatri

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ideazione e regia di Antonio Damasco 
con Antonio Damasco, Silvia Edera, Paola Bertello
musiche Valerio Mosso

In una società dove l’esigenza di comunicare ci ha condotto verso l’unificazione di linguaggi, gesti, ed abitudini, la riscoperta delle memorie ad esse legate è un’esperienza umana non solo ancora condivisibile, ma anche auspicabile al fine del recupero e della tutela di una cultura descritta da oggetti, usi, costumi, espressioni e peculiari emozioni quasi scomparse.

Attraverso particolari studi si è pertanto cercato di dare a questo immaginario determinato da tradizioni e memorie che ci giungono in via orale anche un corpo, quello dell’attore, in modo da legarlo ad espressioni fisico-verbali che lo tramandino e perdurino a loro volta.

Nell’ottica di un nuovo rapporto con il pubblico, lo spettacolo è disegnato sui singoli paesi, in modo da rivalutare i beni culturali ed ambientali. Ambienti storico culturali (case, cortili, piazzette) diventano effettivo elemento scenico, inseriti in un percorso in cui ad ogni stazione

il pubblico entrerà nelle “case-teatro” senza sapere quel che dentro potrà accadere.

Le “case-teatro” sono piccoli fuochi, momenti di ilarità o drammaticità, comunque diversi per cultura ed umanità.

La scena delle fiabe – condizionata comunque da ovvi criteri di teatrabilità, si ispira all’ipotesi d’un percorso per stazioni dimore incantate, dove la magia del narrare affabulante possa iniziare il visitatore ai misteri essenziali della vita umana.

Lo spettacolo si sviluppa nelle strade, nelle piazze, nelle case e nei cortili come a voler stabilire un nuovo rapporto con il pubblico, per far scoprire luoghi e suggestioni che il quotidiano nasconde.

Il paese viene popolato dai raccontatori ed il pubblico avrà il compito di trovare i “kunti” nei luoghi più impensati, aiutato da un musicista-guida.

L’idea nasce dalla volontà di valorizzare il patrimonio artistico-culturale di un paese attraverso l’immaginario delle molte lingue e memorie. Una comunità deve saper tutelare un immaginario importante come quello delle memorie e legarlo alle espressioni fisico-verbali.

Molte tradizioni ci giungono per via orale, ma questa oralità ha anche un corpo….il corpo dell’attore. Il teatro di ricerca e quello popolare si contaminano per dialogare fra loro in una sorta di intima oralità