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L'immaginifica storia di Espérer

Ideazione e regia Antonio Damasco
Con Antonio Damasco, Laura Conti, Maurizio Verna, Mico Corapi

L’isola di Esperer inizia a prendere forma nel 2015, quando Antonio Damasco, drammaturgo, attore e direttore della Rete Italiana di Cultura Popolare si trovò a dover spiegare alle sue due bambine quello che avveniva sugli scogli di Ventimiglia. A partire dal giugno di quell’anno persone proveniente dai paesi più poveri del continente africano, in transito attraverso l’Italia e diretti in Francia, si fermarono sulla linea di confine, riparandosi sugli scogli per oltre quattro mesi.  Da quella esperienza nacque una favola allegorica, divenuta un libro illustrato da Alice Tortoroglio: “L’immaginifica storia di Espérer” e che è diventato uno spettacolo teatrale che guarda all’Europa del 2050.

Espérer è un’isola nata dagli scogli di Ventimiglia e dall’incrocio di molte storie, la prima di queste è quella di  Fridtjof Nansen: scienziato ed esploratore norvegese che 1922 ricevette il Premio Nobel per la pace dopo aver inventato il Passaporto Nansen un originale documento di viaggio che permise ad apolidi e profughi delle guerre di fuggire ai genocidi e ai totalitarismi, ne beneficiarono 450.000 persone e tra queste alcuni degli artisti che hanno illuminato il secolo scorso: Chagall, Stravinskij e Nabokov. Da questo passaporto venne redatto il documento di viaggio descritto dalla Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status dei rifugiati.

A partire da queste parole dello stesso Nansen è stato elaborato il “Certificato di esistenza” uno speciale documento che sarà offerto a chi vorrà raggiungere l'isola itinerante di Espérer, la nuova isola europea che non chiederà passaporti alle sue frontiere. Per farne parte bisognerà soltanto esistere.

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